Stefano il veterano e Mattia al debutto

LE NUOVE STORIE. 09 dic 2020

Dodicesimo nel 2018, ottavo l'anno dopo. «I clienti mi stanno sommergendo di tagliandi Il podio? La "top ten" basterebbe»

Stefano Gaspari è ormai un habitué del contest de L’Arena. Fin dalla prima edizione il suo nome spicca tra i commessi più votati di tutta Verona e provincia. Classe 1963, il commesso lavora da Sapore di Mare in via Torbido dall'apertura nel 2011, ma il suo percorso professionale a servizio della clientela ha avuto inizio molto tempo prima, quarant'anni fa. Una vita dietro al banco e moltissima esperienza maturata: con i clienti Stefano ci sa fare per davvero e tutti i voti che sta ricevendo anche quest’anno ne sono la dimostrazione. «Mi hanno spinto a partecipare ancora», confessa Gaspari, che nel 2019 si è classificato ottavo e nel 2018 dodicesimo. «Clienti, colleghi e amici stanno raccogliendo tantissimi tagliandini e per me è una soddisfazione grandissima», continua, «mi portano buste piene di schedine in negozio e la notte li compilo, ne arrivano veramente tanti tutti i giorni e ringrazio tutti. Quest’anno ci sono concorrenti davvero agguerriti e non credo riuscirò ad arrivare sul podio, mi piacerebbe comunque entrare nella top ten. Al di là del risultato mi diverto molto, lo faccio per gioco, ma anche per soddisfazione personale. Percepire tutto questo affetto da parte della clientela mi gratifica, loro ci tengono molto, leggono sempre L’Arena e anche la mia azienda ha apprezzato gli articoli che sono stati scritti su di me gli scorsi anni». L’iniziativa del giornale regala poi emozioni fortissime, come spiega Gaspari: «La parte più bella della gara è la serata finale al Teatro Nuovo. Spero che con il Covid la festa sia solo rimandata e non annullata. Salire su quel palcoscenico è una sensazione meravigliosa. Le luci, il teatro pieno di gente, gli ospiti del mondo dello spettacolo: tutto lascia senza fiato, quasi mi tremavano le gambe. Ho scambiato qualche battuta anche con Jerry Calà, che ricordi! Io personalmente ci tengo moltissimo, vorrei veramente rivivere quei momenti anche in questa nuova edizione». Stefano è un fiume di parole, solarità e allegria. Un concentrato di positività che cerca sempre di trasmettere ai suoi clienti. «Vado al lavoro ogni giorno con un sacco di entusiasmo», confida, «lo faccio con passione. Sono sempre sorridente e allegro, scherzo con i clienti, anche se alcuni limiti non li sorpasso mai, bisogna sempre capire bene chi si ha davanti, non tutti hanno voglia di sentire una battuta». Nel negozio di pesce surgelato, che sente come “suo”, Stefano si muove sicuro ed è sempre pronto a dare consigli pratici. «Non ho il diploma alberghiero, ma adoro cucinare», dice, «consiglio come preparare al meglio i nostri piatti, anche a chi non ha mai cucinato pesce. Ci sono piccoli segreti che trasmetto ai nostri clienti, loro tornano sempre con il sorriso a ringraziarmi, questa è la cosa che in assoluto mi regala più soddisfazione». Sposato da tanti anni con Liviana, i due hanno una figlia di 18 anni, Scermin. L’intera famiglia è sportiva, nel tempo libero adorano praticare varie attività, Stefano in particolare mountain bike. «Non ho molto tempo libero, ma riesco sempre a ritagliarmi un momento per la bici», conclude, «le palestre purtroppo sono chiuse, prima affiancavo anche lo spinning. Sto bene sia fisicamente, che psicologicamente ed è principalmente merito dei miei clienti che mi stimolano ogni giorno». •

Ludovica Purgato

 

«Leggendo il giornale ho capito di essere in gara e mi sono detto "a questo punto balliamo" grazie anche ad Erika e Maristella»

Sentirsi a casa anche sul posto di lavoro non è sempre scontato, per questo Mattia Menegatti della gastronomia «Corsato» di Dossobuono si sente tanto fortunato. Mattia è uno dei commessi ideali che sta scalando la classifica dell'iniziativa del quotidiano L'Arena e che di certo non si aspettava così tanto calore dai suoi clienti, visto che la sua entrata di scena ha meno di un mese. «L'iniziativa la conoscevo già», racconta Mattia, «ma è il primo anno che partecipo. Non sapevo che qualcuno mi avesse votato, non so chi mi abbia fatto entrare in classifica. Compro sempre L'Arena e una domenica mattina, tornando a casa con la colazione da mia moglie e i miei figli, ho scoperto di esserci anche io. Inizialmente l'abbiamo "buttata in ridere" ma poi si è iniziato a raccogliere i voti». Classe 1983, Mattia si è diplomato all'Its Cangrande della Scala di Verona e subito dopo ha iniziato a lavorare con un impiego stagionale in centro, in un negozio di abbigliamento. Lui è proprio l'esempio di chi ha fatto «di necessità, virtù» perché si è davvero innamorato del lavoro a contatto con il pubblico e ha capito standoci dentro che era la sua strada. Dopo i primi 11 anni da commesso, Mattia ha proseguito con la sua carriera facendo esperienza come responsabile del reparto uomo di un altro negozio, poi direttore in un altro punto vendita. A un certo punto della sua vita, però, Mattia ha pensato di cambiare strada. «Mi sono sposato e ho avuto due bambini», racconta, «le necessità erano diverse e allora sono andato a lavorare in un ufficio commerciale ma nonostante mi piaccia il settore della vendita, quello non era il mio, mi mancava il contatto con il cliente e sono arrivato qui». Mattia, insieme alle sue colleghe Erika Calciolari e Maristella Ottoboni, costituisce l'anima di quella gastronomia di paese che ogni giorno accoglie le persone e soddisfa le loro richieste. Lui in quel negozio si è fatto apprezzare da subito, con la sua allegria e la sua gratitudine verso il prossimo. Forse proprio questo ha fatto sì che qualcuno decidesse di farlo entrare in classifica, anche se il merito, Mattia, continua a dividerlo con le sue colleghe che non smette di menzionare quando racconta del suo lavoro. «Tanti clienti mi portano i tagliandi e mi fa molto piacere», racconta, «abbiamo sparso la voce dieci giorni fa perché visto che ci siamo detti: "visto che siamo in ballo, balliamo", ma tutto il negozio, comprese le mie colleghe, perché lo meritano, qui c'è un bell'ambiente, si va d'accordo, c'è tanta armonia». E quest'armonia e serenità Mattia la trasmette anche raccontando di come siano riusciti a superare il periodo del lock-down e come anche ora affrontano l'emergenza sanitaria fatta di regole e di sorrisi nascosti da una mascherina. «Il sorriso aiuta molto questo lavoro», rivela, «ora bisogna farlo con gli occhi. Mi auguro che si possa tornare presto a vivere una vita normale. C'è paura, perché sta passando davvero molto tempo ora». L'amarezza per quello che tutto il mondo sta vivendo non lo abbatte, anzi, lo stimola a continuare a fare il suo lavoro e a far sentire a proprio agio anche la clientela, questo per lui è uno degli elementi imprescindibili per essere un commesso.

Adele Oriana Orlando

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