Sara e Clara, quando la vita sorride

LE NUOVE STORIE 27 ott 2020
commessa clara

Dopo un periodo difficile è arrivata la grande gioia di sua figlia Alessia. A San Zeno c'è il punto di ritrovo per tagliare e compilare i coupon

 La vera forza di Sara Berti, la commessa del negozio Sportler di Affi, sia nella vita sia nel lavoro, sono le persone e a dimostrarlo sono le diverse centinaia di voti che sta ricevendo per la nuova edizione della nostra iniziativa che premia i commessi ideali di Verona e provincia. Disponibile, sorridente e con una carica travolgente, Sara è attorniata da un vero fan club che raccoglie, compila e consegna i tagliandi per lei. «Il punto di raccolta in piazza a San Zeno di Montagna è dal benzinaio», racconta Sara, «lui ogni giorno mi invia un messaggio aggiornandomi su quanti ne siano arrivati». Sono tante le persone che mostrano a Sara il loro calore e il loro affetto, e tra chi la aiuta ci sono anche l’assessore comunale Daniele Polato e il presidente di Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris.

«Sono nata a Bussolengo e cresciuta a Bardolino e Calmasino, mi sono trasferita a San Zeno quando ho conosciuto il papà di mia figlia. Sono diventata mamma molto presto di Alessia, una bambina bellissima alla quale è stata diagnosticata l’atrofia muscolare spinale. Si è spenta a otto mesi. Mi sono fermata con il lavoro, all’epoca facevo l’impiegata, ma dopo poco mi sono accorta di aver bisogno della gente e sono andata a lavorare come cameriera». L’immenso dolore è stato pian piano alleviato dalle persone, da ciò che davano a Sara e che lei, giorno dopo giorno ha ricambiato. Sara è una donna che ha scelto di circondarsi di persone, quelle che le hanno dato la forza di superare un dolore così immenso come la perdita di un figlio. La vita ha dato a Sara un’altra possibilità, un’altra bimba che ha chiamato sempre Alessia.

«Poi è avvenuto un piccolo miracolo, ho avuto un’altra bimba che ora ha 15 anni. Quando Alessia ne aveva due sono tornata al lavoro, sempre in mezzo alla gente. È cresciuta con una mamma che spesso il fine settimana lavorava, ma felice». La famiglia di Sara gestisce la malga Traure e lei ama così tanto la gente che anche quando è di riposo dal negozio, lavora. Va a fare la cameriera in montagna per mantenere quel contatto per lei vitale. La carriera di Sara nel negozio di Affi è iniziata 13 anni fa. Dopo aver lavorato per 10 anni come commessa per Sportland, il negozio è passato sotto una nuova gestione, è stato comprato tre anni fa da una famiglia di Bolzano e il nome è mutato in Sportler. «Sono ormai 13 anni che lavoro ad Affi e con molte persone si è instaurato un bel rapporto. A volte c’è chi passa anche solo per salutarmi e questo per me vuol dire molto». L’immensa gratitudine di Sara verso le persone viene costantemente ripagata da quei tagliandi che vengono conservati per lei e portati dal benzinaio o che lei stessa raccoglie durante le sue quotidiane camminate di 10 chilometri intorno al suo paese. «A livello umano, ho già avuto la mia vittoria», afferma Sara pensando a questa iniziativa. A sostenerla ci sono persone che nelle iniziative del giornale si sono già fatte conoscere, come Karin Macorutti di Caprino Veronese che, nell’edizione del 2018 dei commessi ideali è riuscita a conquistare un posto nella top ten finale, o Paolo Formaggioni della gelateria El Cossett di Castelletto di Brenzone, fresco di premiazione per il terzo posto tra le gelaterie ideali. •

Adele Oriana Orlando

 

Il marito era in gara l'anno scorso «Lui è molto più espansivo di me ma i clienti mi votano comunque. Nel quartiere siamo in famiglia» 

Clara Piccoli mostra L'Arena alla tabaccheria Caucchioli Alla tabaccheria Caucchioli di Borgo Milano il contest de L'Arena è un affare di famiglia. Nella classifica femminile spicca Clara Piccoli, trentottenne mamma di Enea e Zeno e moglie di Alessandro Caucchioli, che nella passata edizione è entrato nella top ten dei più votati. I due coniugi tre anni fa hanno rilevato l'attività all'entrata del supermercato Rossetto e la gestiscono con passione, tanto da avere una schiera di clienti fedelissimi che collezionano una marea di tagliandini. «Non me lo aspettavo proprio», commenta la mamma e imprenditrice, «io non sono molto espansiva, Alessandro è molto più socievole di me, eppure i nostri clienti hanno scelto di votarmi. Ho ricevuto moltissimi punti ed è una gratificazione immensa, perché significa che anch'io sono entrata nel cuore delle persone. In molti vanno a caccia di tagliandi nel quartiere e hanno coinvolto anche amici e familiari, ci tengono tantissimo e li ringrazio tutti di cuore».

 

Alessandro e Clara dietro al banco sono molto diversi, lui è tutto sorrisi e battute, lei è più precisa e sempre pronta ad aiutare con servizi nuovi. Un equilibrio che piace davvero tanto alla loro clientela, composta al mattino principalmente da anziani e nel corso della giornata anche da giovani, lavoratori e famiglie. «Cerchiamo di offrire sempre di più, in questo momento difficile siamo diventati un punto di riferimento per molti cittadini perché abbiamo servizi postali e bancari», continua Clara, «durante il lockdown gli anziani non sapevano dove pagare le bollette o le spese condominiali, li aiutavamo noi e adesso si sono abituati a venire qui. Hanno riposto fiducia in noi e la soddisfazione è tantissima, tanto da ripagare tutta la fatica delle ore di lavoro e dei costanti corsi di aggiornamento». 

Nel quartiere Alessandro e Clara si sentono in famiglia. «Ormai ci hanno praticamente adottati», racconta quasi commossa la 38enne, «ci chiedono come stanno i nostri bambini, come abbiamo passato la giornata e ci portano perfino il pranzo. Il mio piatto preferito è il pasticcio agli asparagi e un giorno una signora me lo ha portato in negozio. Ci sentiamo benvoluti e accolti, mi sento di ringraziare di cuore tutti, grazie a loro possiamo andare avanti e sostenere la nostra famiglia». Famiglia a cui Clara tiene moltissimo, quando i bambini erano piccoli è rimasta a casa con loro e anche adesso che hanno 8 e 7 anni cerca di essere sempre presente. «Fortunatamente riesco a fare il turno della mattina, inizio alle 6 e finisco alle 15,30 così posso andare a prenderli a scuola e passare del tempo con loro», racconta ancora, «abbiamo Daniela, la nostra collaboratrice che ci aiuta in negozio».

Appassionata di arte moderna, Clara si stava laureando in scienze dei Beni culturali, poi tra lavoro e bambini non è riuscita a concludere il percorso. «Mi mancano ancora quattro esami, chissà un giorno magari mi laureerò, nel frattempo mi accontento di portare i ragazzi al museo». E sull'iniziativa de L'Arena conclude: «è molto divertente. Le persone quando ci portano i coupon fanno sempre una battuta, è un momento goliardico che ci ritagliamo in negozio, i clienti mi incitano e mi svoltano la giornata se era partita male. Grazie a tutti».

Ludovica Purgato

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