Di Adele Oriana Orlando

Enrico, una vita al supermercato

LE STORIE. 20 ott 2020
commesso enrico andreella

Ventitré anni di onorata carriera nei supermercati e un’allegria contagiosa è ciò che meglio descrive Enrico Andreella, il commesso dell’Ipermercato Rossetto di Santa Maria di Zevio che per la seconda volta è entrato nella classifica dei commessi ideali e al momento è il primo. Nell’edizione precedente era riuscito ad entrare nella top 20, aggiudicandosi il dodicesimo posto. Eppure, Enrico, quei punti non sa da chi possa averli ricevuti, o meglio, qualcuno gli ha detto che lo ha votato, ma non sa chi sia quel misterioso fan club che anche per l’edizione del 2020 ha deciso di riportarlo in classifica, dove si trova, al momento, sul punto più alto del podio. «Ho conosciuto l’iniziativa lo scorso anno – racconta Enrico - quando un mio collega, durante un turno, mi chiese: “Hai visto che sei su L’Arena?” e gli risposi chiedendogli cosa avessi combinato. Così scoprii di essere in classifica, ma non so chi mi abbia portato sul giornale, né questa volta né la precedente». Enrico è un papà veronese che il 3 novembre spegnerà 46 candeline: dopo aver studiato alla scuola alberghiera del Chievo e dopo aver fatto esperienza negli hotel ha scelto il mondo dei supermercati. «Del mio lavoro mi piace tantissimo il contatto con le persone Sono più di vent’anni che lo faccio, adoro le persone, con molti clienti si è instaurata un’amicizia, si scambiano due chiacchiere e tanti passano anche solo per salutare». La passione di Enrico per il suo lavoro e l’amore per il contatto con le persone, non sono diminuiti durante l’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo. Ricorda bene i momenti che hanno visto carrelli pieni, la percezione della paura delle persone di rimanere senza mangiare e gli scaffali del punto vendita da dover riempire continuamente, perché si svuotavano in molto meno tempo rispetto al solito. È stata la cronaca quotidiana per molto tempo, non solo in Italia. «Non avevo ancora visto una situazione del genere – confida Enrico ricordando i primi momenti in cui l’Italia stava per entrare in lockdown a marzo - entravamo al mattino e uscivamo alla sera, il lockdown è stato micidiale, è aumentata la gente in maniera esponenziale che riempiva i carrelli, che veniva spesso a far la spesa. In 23 anni nei supermercati non avevo ancora visto una situazione del genere, nemmeno quando abbiamo gli sconti». Nonostante il periodo così assurdo, Enrico non ha certamente perso il sorriso e la voglia, ed a testimoniarlo sono i tantissimi tagliandi a lui riservati in questa prima classifica pubblicata lunedì 19 ottobre che premiano ancora una volta la sua dedizione al lavoro. «Per fare questo lavoro ci vuole umiltà e voglia di lavorare» spiega Enrico. La stessa umiltà che ha percepito lui da uno dei suoi titolari quando, 12 anni prima ha iniziato a lavorare da Rossetto e gli è capitata una cosa che ancora oggi lo emoziona. «Ai primi tempi ero in pescheria e uno dei fratelli Rossetto stava passando per fare gli auguri ai suoi dipendenti – racconta - appena si è avvicinato a me gli ho detto che avevo le mani sporche e non gli avrei potuto stringere la mano. Lui mi ha risposto: “non mi importa, stai lavorando per me, quindi la mano me la dai” e queste sono cose che non ti aspetti. Si sta davvero bene qui, non siamo chiamati dipendenti ma collaboratori». •

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