Emanuele e Stefania, gioia e coupon

LE NUOVE STORIE. 03 nov 2020
Stefania Bortolla, mille sorrisi tra i dolci dello Spaccio Vicenzi. Emanuele Dalla Brea lavora da Tiziani abbigliamento a Bardolino. Stefania Bortolla, mille sorrisi tra i dolci dello Spaccio Vicenzi. Emanuele Dalla Brea lavora da Tiziani abbigliamento a Bardolino.

L'addetta dello Spaccio Vicenzi ha già raccolto migliaia di punti «Essere qui è come un sogno Tanti voti? Ho dei clienti speciali»

Energia esplosiva e contagiosa. Stefania Bortolla è così, piena di grinta e dispensatrice di sorrisi dietro al banco dello Spaccio Vicenzi di Bovolone. Ha 46 anni, ma lavora con la passione e l’entusiasmo di una ragazzina, tant'è che è apprezzatissima dai suoi clienti che hanno collezionato per lei oltre cinquemila punti, portandola sul terzo gradino del podio. Mamma di Giorgia e Aurora, di 23 e 13 anni, Stefania lavora allo spaccio da un anno, dopo varie esperienze lavorative sempre a contatto con il pubblico. «Ho studiato per fare la maestra d’asilo», racconta la commessa, «ma quel percorso si è fermato presto. Ho lavorato poi per vent’anni in un supermercato a Zevio e ho imparato tantissimo a livello gestionale. Prima di approdare da Vicenzi ho fatto la cameriera, ma lo scorso anno ho deciso di cambiare, cercavo un lavoro che mi permettesse di essere a casa con le mie figlie la sera e nei giorni festivi. Ho fatto domanda nel periodo giusto e ho avuto la fortuna di essere assunta qui, per me è un sogno». Stefania si trova benissimo e lavora come se l’attività fosse sua. «Questo è il mio mondo», continua raggiante la protagonista della storia di oggi, «è come se questo fosse il mio negozio, sento “miei” i biscotti che vendo. Mi ritengo estremamente fortunata, adoro il mio lavoro e questo credo sia fondamentale». La parte che la commessa predilige è certamente quella legata al rapporto con le persone. «Amo il contatto con la clientela e per me è una gioia vedere uscire la gente con il sorriso sul volto, oltre ai biscotti tra le mani. In questo momento difficile cerco di avere sempre una parola di incoraggiamento soprattutto con gli anziani, che spesso sono spaventati», prosegue ancora l’addetta alla vendita super votata, «provo a sdrammatizzare per rendere ancora più leggera l’atmosfera e rasserenare». Un pizzico di serenità e leggerezza la sta portando anche il contest organizzato da L’Arena che cerca i commessi ideali di città e provincia. I tagliandini sono un ottimo pretesto per scambiare due chiacchiere su argomenti più frivoli e distrarsi dalla raffica di notizie negative legate al coronavirus. «Alcuni clienti vengono in negozio solo per portare i coupon, poi già che ci sono comprano anche qualcosina», racconta con entusiasmo Stefania, «alcuni di loro mi portano la pagina che pubblicizza il contest o la classifica aggiornata con il mio nome ben evidenziato, è davvero una grande soddisfazione personale. È nato tutto per gioco, quasi per caso, e sinceramente non pensavo di arrivare addirittura sul podio. Per me è già una vittoria essere arrivata fino a qui, perché significa che sono riuscita a trasmettere qualcosa ai miei clienti. Sono contentissima e ringrazio tutti di cuore». E per quel che riguarda il futuro? «Ho imparato a non fare mai progetti che siano troppo a lungo termine», risponde sicura Stefania , «la vita riserva sempre sorprese inaspettate capaci di stravolgere tutto. Ogni cosa può cambiare quindi cerco di vivere alla giornata godendo di ogni piccola cosa. Sono tranquilla e felice dove sono, ho un lavoro che mi piace tantissimo e che mi permette di stare con la mia famiglia, non chiedo di più». •

LUDOVICA PURGATO

Dalla Brea è un esperto di vestiti «Sono schietto e dico la verità, la gente si fida e poi torna da noi. E c'è chi mi porta i cioccolatini»

«Questo lavoro è una parte del mio essere» afferma Emanuele Dalla Brea, il commesso di Tiziani abbigliamento di Bardolino entrato nella classifica dell'iniziativa de L'Arena solo due settimane fa, ma con già moltissimi voti. Il suo percorso professionale è iniziato in mezzo alla gente, ma in un altro settore. «Ho studiato alla scuola alberghiera come cuoco e l'ho anche fatto come lavoro per un periodo», racconta. «Credo però che a 13-14 anni sia molto difficile scegliere una scuola e il lavoro. Non era il mio mondo e a 22 anni ho scelto di fare il commesso». Enrico è entrato nel mondo della moda e dell'abbigliamento 25 anni fa circa e quella passione per il suo lavoro, la predisposizione per stare a contatto con le persone sono diventate sempre più forti. Ricorda esattamente cosa possa aver comprato un cliente anche ad anni di distanza e di questo ne abbiamo avuto la prova. Raccontando la sua esperienza, il suo lavoro, ha ricordato una vendita fatta sei anni fa che abbiamo potuto verificare. «Ho una memoria fotografica, mi bastano alcuni dettagli e riesco a ricordare tanti dettagli». Forse questa dote innata, unita alla passione e ai modi molti gentili di porsi sono le caratteristiche di Emanuele che più hanno apprezzato i suoi clienti e tutti quelli che lo hanno votato. Ed è proprio legato a una cliente poi divenuta titolare per un periodo della sua vita, uno dei ricordi più belli che Emanuele conserva nel cuore dopo tanti anni. «Quando ho iniziato a fare questo lavoro», va avanti, «ero da Giacomelli sport ad Affi, un giorno, tra i diversi clienti ho servito una donna. Questa persona poi ha aperto un negozio di una catena d'abbigliamento francese in via Mazzini ed è venuta a chiedermi di lavorare per lei, è stata una bella soddisfazione. Sono una persona schietta, non voglio che il cliente compri per forza, preferisco dire la verità perché poi il cliente torna, solo così si fida». E la fiducia, il rapporto umano, l'amicizia sono le cose alle quali lui tiene molto e che negli anni hanno sempre ripagato anche in periodi un po' difficili, come quello del lockdown, quando non ci si poteva incontrare, ma solo chiamare e sentirsi attraverso i messaggi. «Se devo mettere una virgola negativa sul lavoro è che, lavorando in un paese turistico, spesso i clienti sono stranieri che si vedono una volta e con i quali non si riesce a costruire un rapporto umano. Ma io, qui, sono in un'isola felice, ho anche clienti che vengono da Verona e con alcuni il contatto si è creato negli anni. C'è una che mi porta sempre il cioccolatino, il regalo e durante il lockdown ci siamo scambiati qualche messaggio. Questo ripaga molto». Quando le persone entrano dalla porta del negozio, hanno bisogno di consigli, certamente di pareri onesti e tante volte anche di confidarsi. Un lavoro che non può essere fatto da chiunque. «In questi anni di crisi economica», conclude Emanuele, «ci sono persone come i miei titolari che hanno investito molto sul personale, creando uno staff con esperienza e passione». E quindi questa iniziativa, quei voti, stanno ripagando anche i titolari di Emanuele che, sei anni fa, lo hanno accolto nella loro azienda dove è arrivato grazie a una cliente».

ADELE ORIANA ORLANDO

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