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Di Adele Oriana Orlando

Emanuele e Giorgio concedono il bis

LA GRANDE VOLATA. 17 dic 2020
Giorgio Perina alla bottiglieria Corsini. Emanuele Cobel serve un caffè al Buseto. Giorgio Perina alla bottiglieria Corsini. Emanuele Cobel serve un caffè al Buseto.

«Cerco di trasmettere la passione per quello che faccio ai miei clienti Alla festa dell'anno scorso mi sono divertito tanto, lo racconto a tutti»

«L’anno scorso mi sono divertito così tanto che ho voluto partecipare anche quest’anno» afferma Giorgio Perina, in classifica anche quest’anno tra i commessi ideali di Verona e provincia per l’iniziativa del quotidiano L’Arena. Veronese classe 1975, Giorgio è il commesso della bottiglieria Corsini di Verona e da sempre lavora nell’ambito della ristorazione, da un desiderio da adolescente che poi si è trasformato in una vera passione per le persone. «Tutto è partito con l’acquisto del motorino a quattordici anni – racconta -. I miei genitori erano d’accordo sull’acquisto a condizione che me lo pagassi io e così sono andato a lavorare in pizzeria». Il sogno di Giorgio adolescente è costato un milione di lire guadagnati lavorando tutti i venerdì, sabati e domeniche di un’estate intera ed è stato l’inizio della sua carriera. Dopo aver conseguito il diploma come ragioniere, Giorgio ha capito che il lavoro dinamico, a contatto con il pubblico, quello che aveva assaporato da giovanissimo e che lo aveva accompagnato durante tutto il tempo degli studi e anche durante il servizio militare, lo aveva davvero conquistato. Diverse le esperienze fatte negli anni da Giorgio, le quali si legano a tanti ricordi di persone incontrate e giornate lavorative fatte di tante emozioni. Tra i tanti, c’è un ricordo che sicuramente non scorderà facilmente. «Lavoravo in un albergo ed era il periodo dell’opera – racconta -, un cliente si è dimenticato in cassaforte un mazzo di chiavi e lo abbiamo chiamato per avvisarlo. Lui era molto preoccupato e nonostante gli avessimo proposto di fargliele riavere pagando un corriere, un taxi, qualcuno di fidato, ha preferito tornare immediatamente, con il suo elicottero privato, atterrando a Boscomantico. Sono andato io in motorino a portargli quel mazzo di chiavi e si è voluto sdebitare per forza lasciandomi una mancia davvero generosa. Sono rimasto di stucco, perché per me era una cosa normale, era un cliente».

commesso giorgio perina bar corsini

 

Tutta questa passione in ciò che fa, Giorgio, riesce a trasmetterla ai suoi clienti che, a sorpresa, lo hanno fatto entrare in classifica nel 2019 e che quest’anno continuano a sostenerlo con forza. «L’iniziativa la conosco da quando è iniziata – racconta -, prendo L’Arena tutti i giorni. Sono entrato in classifica lo scorso anno, una mattina mia moglie Donatella mi ha inviato un messaggio dicendomi che ero sul giornale e io pensavo fosse una casualità, magari in una foto scattata nel locale per qualche cliente. Sono entrato in classifica a mia insaputa, quest’anno invece mi sono impegnato in prima persona. Mi sono davvero divertito tantissimo alla festa dello scorso anno, lo racconto spesso ai miei clienti». L’allegria di Giorgio è coinvolgente, nonostante il periodo sia difficile per tutti, lui trova un modo per sorridere, trova la forza in Rebecca, sua figlia, oltre che in sua moglie, la sua fan numero uno e che mantiene alta la motivazione. La stessa che Giorgio continua a dare ai suoi clienti ai quali prepara la colazione ogni mattina e sorridendo dietro alla mascherina, per far sentire l’affetto di cui tanti hanno bisogno. «La mia speranza per il 2021 è che si risolva tutta questa situazione – afferma -. Io non sono una persona che abusa di farmaci ma per uscire da questa situazione mi auguro che riescano a trovare una cura, qualsiasi cosa». •

Adele Oriana Orlando

«Tutto è partito dai miei clienti Sono stati veramente fantastici Mi arrivano voti anche dal lago e da San Massimo dove abito»

Emanuele Cobel fa il bis. Il ventottenne, titolare del bar Al Buseto di vicolo Calcirelli, che nella passata edizione del contest era arrivato dodicesimo, sta raccogliendo moltissime preferenze anche quest'anno. «Mi sono ritrovato ancora in gara», commenta con entusiasmo Cobel, che ha già ricevuto più di 14 mila voti, «tutto parte dai miei clienti, sono veramente fantastici. È un lavoro di squadra, c'è un gruppo che colleziona i coupon, un altro che li compila, un terzo che li consegna in redazione. Ognuno ha il suo ruolo, siamo una grande famiglia e ringrazio di cuore tutti». Oltre all'affezionata clientela della piccola attività situata in una traversa di via Carmelitani Scalzi, si stanno dando da fare anche familiari e amici. «Parecchie persone di San Massimo, dove abito, vanno a caccia di tagliandi, si stanno mobilitando davvero in tanti». I tagliandi arrivati da più lontano? «In negozio mi è stata recapitata una busta, piena zeppa di schedine, proveniente da Bardolino», racconta grato, «ho degli amici anche lì e a mia insaputa dopo aver visto il mio nome sul giornale hanno iniziato a votarmi. È una soddisfazione immensa. L'iniziativa mi piace moltissimo, è stupenda. Mi diverto un sacco ed è anche un ottimo modo per farsi conoscere e per valorizzare il nostro lavoro. Può sembrare un impiego semplice, ma non lo è, e chi c'è passato lo sa bene». Il ventottenne ha avviato la sua attività cinque anni fa, dopo aver completato gli studi come geometra e aver lavorato anche come dipendente in una bottega. «Venivo da un lavoro a contatto con il pubblico in Zai», spiega Emanuele, «mi è scaduto il contratto a tempo determinato e ho deciso di investire in un'attività mia. Ho fin da subito inserito mia mamma Teresa come collaboratrice, viene a darmi una mano in particolare nelle pause pranzo. Avevo i requisiti per poter fare questo mestiere, ho cercato il locale giusto e mi sono innamorato di questo piccolo bar, un vero "buseto" come dice il nome stesso. È un bar diurno, ho una clientela eccezionale e sono felicissimo della scelta fatta».L'affetto dei clienti sta aiutando Emanuele anche ad affrontare i difficili momenti di crisi legati al coronavirus. «Attualmente è davvero dura per tutti», dice, «ho però tante persone fantastiche che vengono a trovarmi ogni giorno, anche solo per un saluto. Tutto sommato c'è tanta positività e nonostante il periodo sento la vicinanza della clientela». Le persone sono il mondo di Emanuele, ragazzo solare sempre disposto a scambiare due parole. «L'aspetto che mi piace di più del lavoro è la possibilità di stare a contatto con la gente. Sono tutto il giorno in compagnia, posso chiacchierare con i clienti e mi fa davvero piacere. Non potrei mai lavorare chiuso solo in un ufficio». Nel poco tempo libero che gli rimane Cobel coltiva la sua grande passione: la pesca. «Mi piace tantissimo», confessa, «ho pescato per la prima volta a 6 anni con mio zio, quando poi ho preso la patente a 18 anni ho chiesto la licenza e da allora vado in cava, al lago, in Adige e anche in Trentino. Mi costruisco le esche da solo, è un'attività che mi piace moltissimo». E per quel che riguarda i progetti futuri? «Mi piacerebbe acquistare casa», risponde Emanuele, «avrei dovuto farlo già lo scorso anno, ma la trattativa non è andata a buon fine. Speriamo che il 2021 sia l'anno giusto».

Ludovica Purgato

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